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13 agosto 2010

La "cattiva" informazione è ancora in grado di influenzarci tutti?




Il caso Wells ne sia testimone (http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/11532/la-notte-in-cui-i-marziani-invasero-la-terra/), le persone son sempre state influenzate dall’informazione, veritiera o meno che fosse.
Nel corso degli anni son però cambiati i mezzi trasmissivi, ed anche l’atteggiamento del popolo nei loro confronti è mutato.
Molti legano questa “mutazione” ad una minor influenza dall’informazione, come se al giorno d’oggi le persone fossero meno disponibili a creder in tutto ciò che un qualsiasi mezzo di trasmissione potrebbe comunicargli. Ed allora mi son chiesto: è effettivamente questa la situazione che stiamo vivendo? Questa teoria è accettabile oppure opinabile?
Al giorno d’oggi, modificato magari nei metodi e nei mezzi utilizzati, si potrebbe creare un altro caso Wells? O più semplicemente,  è ancora possibile manipolare i pensieri, i sentimenti e le emozioni tramite l’informazione?
La risposta è ovviamente si. E’ possibilissimo, tant’è vero che viene quotidianamente portato avanti questo intento.
Il fenomeno è molto legato chiaramente alla situazione culturale e politica dei vari paesi nel mondo, li dove per esempio un regime fà dell’informazione adattata una delle sue armi di controllo della masse.
Ma addentrandoci nell’analisi dei mezzi trasmissivi, posso tranquillamente sostenere che attualmente c’è una profonda spaccatura tra coloro che si documentano su internet e coloro che sfruttano invece la televisione (o i quotidiani) per tenersi aggiornati.
Internet come sapete permette il confronto delle informazioni, la ricerca personalizzata di tutto quel che si vuole approfondire.
Il new media multimediale che viaggia sulle onde del web non è certo paragonabile al vetusto sistema televisivo, così’ freddo nell’espressione quanto intollerante nei confronti del pensiero personale. La “tv”  appartiene non solo ad una tecnologia vetusta , ma anche e soprattutto ad un’ideologia antiquata e tranquillamente sopprimibile: per sua natura è categorica, autoritaria, repressiva, ti fornisce l’informazione secondo il suo punto di vista non ammettendo repliche.
Chi si informa al giorno d’oggi deve sapere di poter scegliere, e prendendo coscienza di ciò che vuole, ciò che desidera, attuare la propria decisione.
Purtroppo siamo ancora lontanti da questo tipo di pensiero. La consapevolezza da me citata non è ancora cosi radicata nel nostro paese. E comunque, nonostante queste nuove possibilità in più, la sostanza non cambia.
Quale che sia il mezzo trasmissivo utilizzato, la popolazione è ancora molto influenzabile, anche se in maniera differente. Il pubblico televisivo al giorno d’oggi è ancora convinto dell’autorità dell’informazione espressa tramite la propria “scatola magica”.
Il pubblico di internet è si sottoposto ad un bombardamento maggiore di informazioni plurilaterali, ma allo stesso tempo è costretto a scremarne una buona parte. Il web è pieno zeppo di bufale, di notizie modificate o inventate, e la minore possibilità di controllo della veridicità di una data informazione non fa che aggravarne il fenomeno.
Tutto questo cosa comporta in definitiva? E’ semplice quanto ovvio.
Chi non è in grado di difendersi da questi mezzi di informazione, o meglio, dai metodi messi in pratica da questi mezzi d’informazione,  è e sarà sempre estremamente influenzabile. E come gli americani di Wells, correrà nelle strade al semplice richiamo allarmato di un giornalista, un opinionista o, in alcuni casi, di un burlone.

Andrea Bidin


4 agosto 2010

Esempio d'opinione personale.

In questi giorni ho utilizzato assiduamente il Web per cercare informazioni particolari su Pasolini, la sua vita, le sue opere ed anche la sua tragica morte. E, tra contenuti multimediali di rilievo (vi consiglio caldamente di guardare questi due video riguardanti Pier Paolo presenti su Youtube: “Pasolini - I Medium di Massa” e “Niente di più feroce della banalissima Televisione”), documenti testuali sulle opere ed immagini di repertorio, quella che doveva essere una ricerca su uno dei personaggi che mi affascinano di più della nostra storia contemporanea è diventata invece una constatazione sulla situazione attuale della nostra società.
Mi spiego.
Tutti i contenuti che ho avuto la possibilità di visionare erano in qualche maniera commentati dagli utenti più disparati. Questo è un aspetto del web che apprezzo moltissimo, lo scambio d’opinioni ed il confronto d’idee.
Dopo aver visionato il materiale (ma sarebbe meglio dire “mentre stavo visionando il materiale”) ho cominciato a leggere queste opinioni e mi sono ingenuamente meravigliato di ciò che stavo osservando: persone che davano al Pasolini una fortissima accezione politica e, proprio in virtù di questa, lo criticavano o lo elogiavano. Son rimasto basito. Uno dei motivi per cui apprezzo moltissimo il mai troppo elogiato Pier Paolo è il suo combattere le ideologie politiche che allora come oggi devastavano le menti di milioni di persone nel nostro paese (e non solo).
Vedere persone di tutte le età (ma principalmente giovani) che si davano battaglia in questo spazio per i commenti messo a disposizione dal famoso portale di video-sharing a colpi di dogmi ideologici ed estremistici mi ha fatto sorgere in breve tempo un’ovvia quanto importante domanda: ma siamo ancora a questo punto? ci stiamo davvero ancora battendo per ciò che altri han deciso che dovremmo pensare?
Fondamentalmente non do ormai più grande importanza ai nostri rappresentanti politici, ragion per cui le battaglie contro il comunismo e/o fascismo delle quali si fanno spesso carico non mi colpiscono semplicemente perchè non hanno più davvero senso. Tutto ciò che in Italia rimane di queste dottrine sono i metodi di regime che proponevano per controllare le masse e non l’ideologia che le ha fatte nascere (in alcune nazioni asiatiche e sudamericane ancora il problema è tangibile, ma cerco in questo articolo di attenermi alla situazione inerente il mio paese): che poi i mezzi d’informazione (o meglio chi li gestisce) ci propinino teorie secondo le quali queste due ideologie sono tutt’ora radicatissime nel territorio e vadano combattute (non entrambi, ogni mezzo informativo attacca o l’una o l’altra) con ogni mezzo è un altro discorso.
Detto tutto ciò allora la prima domanda che mi viene da pormi è la seguente:

l’estremismo bilaterale ha ragione d’esistere?

La risposta è tanto ovvia quanto importante: no.
Queste due ideologie (e tutte quelle minori che ne son conseguite) appartengono al passato del nostro paese, un passato che non va assolutamente dimenticato per non ricadere negli stessi errori.
Ma si deve andare avanti. Ed il miglior modo per permettere alla nostra società di progredire è cominciare davvero a ragionare di testa propria e confrontarsi, sempre.

si potrebbe affermare che a tenere in vita queste ideologie sia una forma di pigrizia mentale?

Assolutamente si. Ritengo che tra i motivi principali vi sia la pigrizia mentale. Al giorno d’oggi sta sempre più prendendo piede l’abitudine a non porsi domande su ciò che accade nella nostra società.
Mi confronto con le persone, dialogo con loro ed è quasi come avere di fronte a se dei pappagalli, che ripetono a memoria ciò che hanno sentito o letto tramite i mezzi d’informazione più comuni.
Parlano, dialogano, s’infervorano e si autoconvincono utilizzando queste idee. Che però non sono personali, sono di altri. E te le presentano come fossero loro, senza un minimo di personalizzazione.
Credo davvero che trovare persone con una propria opinione su ciò che ci circonda sia sempre più arduo. E dal momento che il miglioramento della società passa proprio per questo tipo di procedimento mentale, risulta evidente quale sia la gravità della situazione.
Avere una propria opinione non implica il non ascoltare o il non appoggiare le idee altrui, anzi, invoglia il confronto ed il dialogo. Memorizzare e far nostri concetti altrui spesso senza neanche valutarli approfonditamente è quanto di più sbagliato, dannoso e degradante possiamo fare a noi stessi prima che a chi ci circonda.
E’ il cancro della nostra società odierna, e come tale andrebbe combattuto con ogni mezzo.
Andrebbe, appunto.

in virtù di quanto detto, quali potrebbero essere gli ulteriori motivi che tengono in vita queste dottrine?

Dal mio punto di vista altri motivi legati a questo problema potrebbero essere individuati nella sempre maggiore povertà culturale che ci circonda, nella solitudine interiore che ci attanaglia, nella voglia di mettersi in mostra il prima possibile e con il minimo sforzo, nel volersi sentire importante per qualcuno e/o sentirsi parte di un gruppo: insomma nell bisogno di sentirsi accettati.
Vado a precisare i concetti sopra esposti.
Per povertà culturale credo sia chiaro a cosa mi riferisco, basta guardarsi intorno.
L’importanza data all’apparire (sia questo esteriore o interiore) è palese. Quante sono le persone che accettano di recitare (in ogni campo ed in ogni senso) pur di raggiungere il successo, la fama, la gloria? E’ un fenomeno che è sempre esistito, ne sono consapevole, ma negli ultimi 30-40 anni si è davvero ingigantito: non voglio aprire una discussione su questo, anche perchè mi dilungherei troppo.
La sempre minore importanza data alla cultura, alla conoscenza, al sapere. Il sempre maggior utilizzo di maschere estetische e/o caratteriali. La consapevolezza di poter raggiungere il successo con il minimo sforzo. L’ignoranza eletta a fenomeno culturale interessante e perseguibile per riuscire nella vita.
La solitudine cui faccio riferimento è una delle cause scatenanti in relazione a quanto ho appena descritto. Il desiderio di sentirsi accettati a costo di doversi spersonalizzare su tutti i fronti.
Il quadro che ne esce è davvero desolante.

Il punto è che quanto ho sopra esposto dovrebbe esser compreso da tutti (perchè è bene sottolinearlo, tutte queste mie opinioni nascono da una base informativa che è alla portata davvero di chiunque, ed è una grande fortuna questa) è che per costruirsi un’opinione è necessario sapere cosa sta accadendo attorno a noi, conoscere la storia contemporanea e non, e soprattutto bisogna porsi domande.
E’ con le domande che andiamo a crearci un’opinione personale che inevitabilmente ci condurrà al confronto d’idee. Con il rispetto per quelle altrui, col diritto di rispetto per le proprie.
Ove rispetto non significa certo dire che l’idea “non è criticabile” come alcuni politicanti odierni vorrebbero farci credere. La critica è fondamentale, sensata o meno che sia porta comunque ad un rafforzamento di ragionamenti ed idee,  personali e non.
Insomma è davvero ora di dire basta ad ideologie estremiste. Perchè queste ideologie impediscono tutto quanto ho sopra esposto. La trovate sufficiente come motivazione?
L’ho già detto. Il futuro è rapprensentato dal dialogo ed il confronto. Impedire la libertà di pensiero non è più una pratica accettabile. Non deve più essere una pratica accettabile.
Cominciare ad utilizzare la propria testa ora (non è mai tardi per farlo) potrebbe davvero portare all’annientamento di ideologie vecchie e malsane. Sarebbe quantomeno il caso di fare un tentativo, non credete?
Chissà poi che costruendo questo tipo di fondamenta non si riesca a riportare sulla retta via una società alla deriva?


Andrea Bidin














29 luglio 2010

Il Consumismo della Croce

Non mi accanirò più di tanto su un argomento che è stato in lungo e in largo trattato, sviscerato, analizzato. Deturpato, stuprato. Troppe volte. Ma tuttavia ritengo l’eterno nodo della laicità uno delle prove più balzanti del totale e deprimente fallimento ideologico di questa presunta destra. Anzi: ritengo la Croce il fallimento di un intero popolo, lacerato e bruttato definitivamente dagli influssi malefici dei valori dell’anticultura e della televisione. Non posso fare a meno di levare la mia puerile voce nel denunciare questo dolore. L’ostentazione della Croce – a conti fatti - non è che un voyeurismo depravante e deplorevole; un monito assai calzante per il Medioevo (dove, non di rado, le Croci erano incise sull’elsa della Spade) o in grandissima parte del Novecento, dove l’ignoranza dilagante necessitava di un simbolo trascendentale e non-criticabile. Un velo di autorità non squarciabile, dove ogni domanda è rigorosamente vietata dal sacer che avvolge la Croce, come un sottile ma inequivocabile Velo di Maya.

Oggi, un popolo normale – conscio della propria cultura e della propria dignità - rimetterebbe la Croce nei luoghi a lei adibiti; e dirò di più: non lo farebbe tanto per “rifiuto religioso”, quanto per rispetto alla sacralità e all’importanza del simbolo stesso.

Se vogliamo dare un taglio politico alla faccenda, il crocefisso è uno (se non il) dei smascheramenti definitivi a una destra liberale che di liberal possiede unicamente l’invettiva (ma cafona e troglodita) e lo sfarzo degli ultimi Imperatori Romani (che davanti all’avanzare del decadimento spendevano sesterzi in vino e puttane). Questo fallimento è – tristemente – di matrice generazionale e mi porta quindi a pensare che nulla muterà, nel futuro: una destra liberal-ghibellina non è mai esistita, in Italia. Non c’è mai stata una Cultura che permettesse il nascere di una consapevolezza nazionale (ma non nazionalistica) e identitaria (ma non fascista): una vera Destra, insomma. L’unica espressione di destra – in Italia - fu la rozzezza animalesca del fascismo e il doppiopetto “Dio-Patria-Famiglia” di Almirante e camicie nere appresso, che scandalizzerebbe e farebbe orrore a ogni Conservatore degno di tale titolo. Non ho mai nutrito grandi speranze nei partiti attuali che osano definirsi di “destra”, i quali hanno fatto proprie posizioni etiche clerical-consumistiche che delegittimano – di fatto – l’intero Parlamento. Non sarebbe sbagliato parlare di un Golpe dove una “materia” viene decisa al di fuori dei rami istituzionali e sulla base di decisioni prescrittive e riguardanti la dimensione interiore di alcuni individui.

La colpa è come sempre - nostra. In verità, la laicità non è mai stata tradita perché è stata rifiutata a priori; la laicità è – e rimarrà – un concetto da elite, da intellettuali; la gente, la massa, il popolo non conosce la laicità. Per loro non è mai esistita perché non gli interessa conoscerla. Con tutti gli effetti terribili e devastanti che questa scelta comporta. Per coloro che invece si interrogano, che vogliono porre queste assillanti domande e che non vogliono certezze asettiche (e sono queste le elite a cui mi rivolgo), la laicità è un qualcosa di vivo e costante. Il Paese è dunque spaccato in due; le “elite” che si rivolgono ad una laicità “europea”, disponibile quanto ferma, e una massa ondeggiante – violenta, rozza e superficiale – che preferisce non porsi nemmeno il problema; la popolazione è dunque catturata da un oblio costante; un rintontimento colpevole quanto inevitabile.

Questa società – lo ripeto - per non farsi le domande, ha voluto nascondere gli interrogativi stessi; la televisioni e tutti i mezzi del consumismo hanno intrappolato e distrutto le coscienze particolari e le opinioni dei singoli, concretizzando o un conformismo terribile ed agghiacciante. Qualcosa che nemmeno il fascismo era riuscito a raggiungere. In questo sono fermamente e tenacemente dalla parte di Pasolini quand’egli afferma “Non c’è nulla di più terribile della banalissima televisione”. Allo stesso modo, quando parla della civiltà dei consumi. Oggi – a 30 anni di distanza – mi rendo terribilmente conto che il punto di non-ritorno è stato ampiamente ed abbondantemente superato.

Il consumismo ha colpito il crocefisso in modo inequivocabile. Negarlo sarebbe ridicolo; troviamo il volto del Cristo ovunque: croci di legno, plastica, metallo, nickel, alluminio, ferro. La religione è venduta ed esposta, come la merce al supermercato; perché questo? Cosa spinge a mostrare con una così sottile ferocia la sofferenza della Croce (facendola passare per “sofferenza misericordiosa”. Il Cristo non aveva nulla di misericordioso nella sua sofferenza. Soffriva. E basta. E il suo desiderio non era quello di essere ricordato per il suo dolore)?

La risposta è terribilmente semplice; il Cristianesimo è come gli Indiani d’America. Sperduto, annichilito, piegato, spezzato. Il mondo quotidiano del consumismo ha esportato un modello di Uomo e di Donna che – pur andando la domenica a messa (in macchina) – non ha di che preoccuparsi di Dio. L’Italiano – fedele alla religione del consumare – ha capito da mezzo secolo di poter vivere senza Dio; il che sarebbe positivo, se solo egli riuscisse a prendere atto della sua piena dignità e della sua potenzialità, del suo slancio vitale. Invece di piegarsi alla nuova religione del Dio Consumo. Ma per tornare all’argomento originario, la Chiesa è agonizzante; sono sempre più convinto che tutti – in cuor loro – siano consci di questa ovvietà; Benedetto XVI lo sa, ovviamente. Ogni volta che parla, indossa la tragica maschera della comica menzogna, e cerca (nascondendo sotto una patina di oro e sacralità una disperazione lacerante) di evocare le ombre del primo Novecento (basti pensare a suoi agghiaccianti e insensibili proclami sull’omosessualità), quasi a riportare in auge un clima in cui la Chiesa ha – e naturalmente, aggiungo io – dominato a mani basse. Ma oggi questo schema non può più funzionare.

La società italiana è riuscita a prendere il peggio della laicité e del consumismo, creando dei veri mostri. Invece di rimuovere il Crocefisso dai muri e consacrare se stessi come “Uomini” nel senso più umanistico e orgoglioso del termine, hanno preferito rifuggire questa possibilità come gli scarafaggi rifuggono la luce del sole. Siamo e rimarremo una terra di infanti, affamati, ladri, bigotti, corrotti; l’Assurda dicotomia sacro-profano che la Croce stessa rappresenta ne è la più grande testimonianza. Sia chiaro: non sarò certo io a formulare una difesa della Croce o della Chiesa. Il piegarsi davanti alla Croce rappresenta un insulto verso la vita. Significa rinunciare alla Vita e sacrificare l’esistenza in nome di un’altra esistenza; è un rigetto costante e agghiacciante della propria “potenza” di vita, un'immersione luttuosa e sconsolante nei fumi stordenti della consolazione esistenziale.

Ma ancora più insultante è l’abuso di un simbolo che – per sua natura – deve essere esposto solo nei luoghi adibiti. Per rispetto a coloro che desiderano inginocchiarsi. La dimensione in cui muovo questo tipo di protesta è tutto fuorché anticlericale (anzi). E – lo ripeto – sono coloro che urlano e strepitano paonazzi in difesa della Croce che dovrebbero essere in prima fila in questa battaglia; non gli atei.

Ma purtroppo c’è chi confonde il termine “cristiano” con il termine “cattolico” o che – ancor peggio – antepongono il secondo al primo.





Michele Dubini

27 luglio 2010

INSOFFERENZA, PESSIMISMO E FASTIDIO

Dovrei scrivere, vorrei scrivere, dialogare con voi, esternare ciò che penso riguardo a quanto accaduto domenica in piazza duomo esattamente nello stesso luogo dove il giorno prima io mi son soffermato ad osservare quella saletta congressi allora ancora in via di allestimento.


Eppure ora non me la sento, la verve, la spinta emotiva e realista che ieri ancora bruciava dentro me si è spenta di fronte all'ipocrisia, alla manipolazione, al giudizio, ai dibattiti, alle IDIOZIE che tra domenica e lunedi sono / siamo stati costretti a sorbirci.


Credetemi, dopo aver sentito parlare gente come Cicchitto mi si è azzerata la vena creativa, l'ispirazione. Rimane solo il disgusto per una situazione aberrante in sè, che verrà manipolata ad arte e sfruttata all'esasperazione per attaccare tutto e tutti, senza distinzione, perseguendo solo quelli che sono i loro interessi.




Eliminare le poche voci contro
Metter la mordacchia all'informazione via internet


Già solo questi due punti dovrebbero spaventarvi.Personalmente mi fanno incazzare da morire.






MA VAFFANCULO

Somnium Berlusconis (Ovvero il miglior pugno è quello tirato per dimostrare il proprio torto)

"Non sono stato io, io non sono nessuno"
Cosi si apre una nuova pagina di cronaca politica italiana, con le parole sensate di un insensato.
Oggi Domenica 13 dicembre 2009 un uomo, tale Massimo Tartaglia, ha colpito il premier Berlusconi sul volto con un souvenir rappresentante il Duomo, provocando una ferita da contusione che ha fatto fuoriuscire sangue e che lo obblighera ad almeno due giorni di controllo medico.
Ovviamente dopo il gesto c'è stato il classico gioco delle parti, La Russa ha rincorso l'uomo immobile che aveva colpito Berlusconi credendo avesse un tirapugni fra le mani e parlando, avverte che dell'aggressore sarebbero rimasti solo "pezzetti"(probabilmente aveva ascoltato De Andrè poco prima), Bossi parla di terrorismo e Di Pietro di istigazione.
La Carfagna e Schifani avvertono che tutto ciò è provocato dalla sinistra e dal clima che stanno portando avanti dalla bocciatura del Lodo Alfano a questa parte.
Proprio di questo volevo parlarvi cari lettori, è da quel giorno che in Italia si sperava di poterci liberare di Berlusconi.
L'aria sembrava meno cupa e lo spleen allontanarsi e diramarsi dalle nostre teste.
Invece a cosa siam giunti con questo gesto, quando tutto pareva essere per il "popolo Viola" più semplice, il Premier vien trasformato nel nuovo Pisistrato da un sol uomo e dal suo fare violento.
Nuovo argomento va ovviamente approfondito, quello del gesto ultimo, del gesto "violento".
Sicuramente la violenza è l'ultima delle strade da percorrere ma in alcuni casi non c'è possibilità di far cambiare idea a uno o più individui attraverso le idee, a volte ci son luttuosi attimi in cui siamo costretti a prendere decisioni.
Queste decisioni seppur terribili e spaventose agli occhi di chi le osserva nel presente e ancor più da chi le osserva col senno di poi sono, ripeto, a volte, necessarie.
Poichè se anche la parola rimarra sempre più forte del pugno e del bastone, il significato dietro ad essa può essere corrotto.
Da suddetta corruzione nasce il seme del dubbio, instillare tale dubbio è l'arma preferita da chi ha il potere.
Tenere sotto scacco le persone in modo tale che alcuni ti adorino, anzi idolatrino e altri ti detestino se non bestemmino, ma che tutti, non facciano niente per cambiare, vuol dire riuscire a rendere stabile non solo la tua poltrona, ma ,trasformare quel poco di intelligenza che il tuo popolo ha in immobilismo culturale e ideologico.
Quando una persona capisce che anche se si ribella non cambierà niente, nonostante possa essere molto intelligente, perspicace, e sveglio nel dialogo e nei concetti, non troverà una motivazione per continuare.
Il sacro fuoco che serve, a tutti coloro che vogliono sfidare ciò che è marcio, diviene fatuo vessillo di vanità e si dissipa nella noia imperitura dell'invisibilità ideologica.
Non c'è niente di peggio che urlare il proprio cancerogeno sfogo e non essere minimamente uditi da anima alcuna, che essa sia affine o opposta.
Il fatto che la tua parola, la tua "credenza" venga, non snobbata, ma inascoltata ti rende iroso e annoiato, iroso verso chi parla e modifica il pensiero del branco in qualcosa per cui altri termini non trovo se non "stupidità" e annoiato verso la propria società ricolma di cyborg che vorticano attorno a un cervello madre.
E questo il clima che ha generato questo attentato, un clima creato a sua volta dal controllo pressocchè totale che il premier ha su i mezzi di informazione.
Il fatto che ormai un popolo di lobotomizzati, che sono ontologicamente dalla sua parte in una maniera non dissimile all'attaccamento che avevano gli egizi verso i loro faraoni\dei, accettino qualsiasi cosa fatta o detta da quell'uomo perchè non sono più abituati alla critica o anche al semplice buon senso fa disperare le persone che invece un pizzico di cervello c'è l'hanno ancora.
E' a questo punto che la persona non ne può più di urlare e cerca un'altra via, forse la peggiore, sicuramente la più disperata.
A volte il bastone è tutto ciò che ci resta perchè il significato dietro le parole può essere più deleterio di una sassaiola lapidaria. A volte la forza è l'ultimo gesto che la incomprensione altrui può capire e che nella sua infame fallacità è pura.
Come un Guy Fawkes odierno combatte il fuoco della parola corrotta con la glaciale violenza del gesto illibato.
Dov'è il problema dell'equazione ?
Si trova in quella cosa che si chiama abilità prospettica.
Trasformare un gesto disperato in uno terrificante e anzi "terroristico", ecco dov'è l'inghippo, dov'è l'errore.
Come un attimo di follia rende vani mesi di lotta contro un potere che sembrava potesse davvero vacillare.
Cosa succederà adesso ?
Semplice tutti coloro che stavano già con Berlusconi si uniranno ancor di più sotto la sua egida, creando una accozzaglia di individui pronta a tutto pur di difender il loro beneamato premier anche al silenzio accordante e assordante.
Tutti coloro che invece erano contro il premier si spaventeranno vedendo un qualunque commento di disaccordo verso chi critica ottusamente l'avvenimento, dilaniato dai soliti "indigniati" di piazza, quelle classiche comari che null'altro han da fare se non urlare allo scandalo.
Peggio potrebbe succedere, che questi contrari possano addirittura tenere per se le loro ricorrenze circa l'"attentato" e cosi cadere nella stessa colpa dei colpevoli.
Spero e credo che domani sotto la nuova alba, che a mio avviso segnerà l'inizio di qualcosa, un uomo solo potrà ergersi sopra tutti i tumultuosi codardi e dire con voce sferzante e italiano corretto, io non giudico ne condanno ma comprendo.
Dirà questo il satiro : "Quando il mondo intero è obnubilato da un'idea univoca e nessuno che possa prender parola la prende per difenderti, la tua unica difesa sei tu "
Forse questo potrebbe salvarci dai, altrimenti tragici, giorni che ci aspettano.
Infatti grazie a questo grave colpo al volto hanno una scusa per rendere tutto più "sicuro" apparentemente per tutti, ma in realtà per loro.
Hanno finalmente l'arma ultima, quella che non avevano fin'ora, hanno un martire e una scusa.
Hanno ciò che cercavano da tempo immemore, la prova incontrastata che i loro nemici vogliano eliminarli fisicamente e che non siano pronti al dialogo.
A nulla importa la motivazione, a nessuno dei suoi accoliti importerà una replica verbale da coloro che, per loro decreto, non se la possono più permettere.
Vedremo il drago e le sue teste sputar veleno e fiamme contro tutti coloro che ancora si dichiarono loro oppositori, definiranno questi ultimi coraggiosi, dei comunisti rivoluzionari ed anarchici che minano le fondamenta su cui lo stato italiano(o ciò che è rimasto) poggia le basi.
Il martire allora trascinerà la sua dilaniata pelliccia tra le strade trovando consensi da coloro che sfruttan sempre e solo i sensi.
Andrà per le case con il carro digitale e seminerà ovunque l'accordo, inietterà in ognuno il conformismo.
Correrà sui giornali il suo squillante messaggio, corromperà con il suono calcinante dell'indignazione anche il più attento degli occhialuti lettori.
Fino a poter placare e chiudere anche l'unico luogo dove persino il più restio degli uomini può parlare dietro la maschera protettiva della tela globale
L'ultimo bastione in cui possono liberamente girare le idee e commentare le suddette in tempo reale verrà smantellato, distrutto per una mossa azzardata commessa da un pover'uomo, che nulla posso fare in questo momento se non odiare con amarezza.
Poichè nel suo atto disperato.
Ha donato una scusa.
Ha dato loro un martire.
Ha concesso loro la vittoria.
Loro hanno vinto.
Hanno vinto loro.


Il vostro sempre più rattristato.
Davide Bidin.

Non mi riconoscete? Ma sono io, Gianfranco!

A distanza di quasi 10 mesi dal mio ultimo intervento, torno a scrivere di politica sottolineando che si tratta di un'eccezione.
E sarò breve, l'argomento non merita chissà quante parole per essere analizzato.




Prima di tutto ascoltatevi, se ancora non ne avete avuto occasione, le parole di Fini.


http://tv.repubblica.it/copertina/fini-fuorionda-su-berlusconi-integrale/39739?video



Allora, schiantiamola una volta per tutte perchè questa situazione mi stà sinceramente stancando.
Da un po' di tempo a questa parte mi tocca sentire qualunque cosa:


"Fini vuol far le scarpe a Berlusconi, solo per questo si comporta in questa maniera ultimamente"
"Fini è di sinistra"
"Fini è passato all'opposizione"
"Fini è un falso"
"Fini non è più lui"


Dunque, chiariamo subito che posso essere d'accordo con la prima frase sopra riportate. Dire che Fini è di sinistra è terribilmente sbagliato dato che non ha modificato quelle che sono le sue ideologie di base. Dire che è un falso anche è sbagliato, o almeno in parte... ora stà dicendo cose abbastanza sensate, perfettamente in linea con quelle ascoltate nel video di cui sopra.
Anche sostenere che "non sia più lui" mi pare un'aberrazione, e per motivare questa mia affermazione mi ricollego alla prima frase.
E' ovvio che certi comportamenti dell'attuale premier siano difficili da condividere o appoggiare, soprattutto se si ricoprono cariche di un certo livello. Questa è la prima considerazione da fare pensando all'attuale atteggiamento di Fini. Anche il voler fare le scarpe al suo attuale superiore, sa bene di potercela fare e farà di tutto per spodestarlo, nonostante l'ancora alto consenso popolare (...).


Quindi,
apprezzo abbastanza l'attuale figura di Fini, che si dissocia, che difende parlamento e magistratura, costituzione e cittadini. Ritengo sia uno dei politici migliori presenti nel nostro paese, in grado di parlare con cognizione di causa di tutto o quasi, argomentando dettagliatamente e pacatamente. Questo a prescindere dal fatto che io non sia in linea con le ideologie che fino ad oggi son state alla base della sua carriera politica.


La cosa che mi fà pensare è semplicemente il fatto che Fini risalta in quanto eccezione nell'attuale panorama politico italiano, appare come un granello di sabbia nel deserto quando invece un comportamento come il suo dovrebbe essere la regola.


Riflettete gente, riflettete.




NdR: come avrete notato non ho commentato la frase "Fini è passato all'opposizione". Potrei anche esser d'accordo se per opposizione intendessimo coloro che si oppongono al governo, a Berlusconi.
Ma nel nostro paese a far questo tipo di "lavoro" è quasi esclusivamente il partito di Di Pietro, l'opposizione sino ad oggi ha fatto tutt'altro.
Nella concezione popolare, l'opposizione è il PD, non Di Pietro: per questo motivo mi pare addirittura superfluo dilungarmi sulla validità di quell'affermazione.


NdR: mi è stato sollevato giustamente il fatto che se cade Berlusconi, Fini lo seguirà. Questo è ovvio che accada , salvo ribaltoni clamorosi, ma in questo caso credo personalmente che si debba ragionare in prospettiva: dovesse realmente verificarsi tutto ciò, è vero che Gianfranco cadrebbe inizialmente con l'attuale premier, ma nel breve/medio periodo la sua credibilità aumenterebbe a dismisura, fornendogli così la possibilità di raggiungere comunque in breve tempo i vertici di un eventuale futuro governo di centro/destra che, se tanto mi da tanto, subentrerà nell'eventuale post caduta Berlusconiana.




Salviamo i cuccioli di scarafaggio

Il proprietario del blog "Laveritafamale" intende dare spazio a tutte le opinioni in nome della libertà d'espressione. La pubblicazione delle stesse non ne implica l'accettazione, ma la semplice disponibilità a dar spazio a tutti.
In questo caso viene comunque apprezzato moltissimo l'atteggiamento fortemente critico ed ironico proposto dall'autore, al quale va il plauso del proprietario.


Amici, a voi tutti parlo col cuore, vi devo portare un luttuoso messaggio che probabilmente vi farà cadere nella disperazione e nella tristezza men lieta davanti a cotanta crudeltà supportata da uomini tremebondi e malvagi.


http://www.youtube.com/watch?v=JFkEo4LBH_0&feature=related

http://www.youtube.com/watch?v=PNTko7WofjI&feature=related

Non è un gioco.Queste sono alcune delle tante sequenze spaventose realizzate da infimi bracconieri durante una strage di scarafaggi in Messico.Video spregevoli che han scosso il globo nell'imo profondo di ogni persona che possa ritenersi tale.
Gli "Amicicci Degli Animali Incompresi" (A'DAI) han dimostrato come delle piccole e dolci creature di DIO debbano essere protette contro mostri che le massacrerebbero solo per divertimento, i mercenari de "Nemici degli Animali Destinati all'Oblio" (NADO') hanno replicato ma a nessuno importa....
La strage non si fermerà, i cattivoni del governo messicano nella loro bieca crudeltà, hanno intenzione di portare avanti una "crociata anti-eretica" contro gli scarafaggi: il piano sarebbe di arrostire le blatte a tutti.
Ciò porterà alla morte di milioni di creature tenerelle ogni anno, anche ai loro cucciolotti !
Vogliono creare delle "aree di difesa da animali schifosi".Un gesto terrificante e immorale dal quale siamo, nel cordoglio, tutti accumunati. E se non siete d'accordo siete brutti e antiestetici.
I perbenisti e pacifisti animalisti riuniti nel mondo sono pronti alla guerra e si stanno armando contro gli infedeli bracconieri e tutti coloro che sono INGIUSTAMENTE e IMMORALMENTE contro le loro idee, verranno linciati, scarnificati, sodomizzati, salati e impalati.
Una "Campagna Intergalattica per la salvaguardia dello skarrafone" è già nata ha bisogno di voi. Le crudeli autorità messicane, dal grido loro, dicono cose come: gli scarafaggi danno fastidio, puzzano, sono inutili, portano malattie, stanno facendo morire parte della popolazione con il loro soprannumero e la nuova peste che stanno trasportando, contro la quale non ci sarà scampo se la popolazione delle blatte rimarre tale, condannerà milioni di persone alla morte e altre cose di poco conto e sicuramente con un terribile doppio fine capitalistico marxista.
Aiutateci contro questi mostri Nazisti mangiabambini concedendoci parte del vostro stipendio per difendere le care e puccettose blatte.
Non fare lo stronzo, stai con noi perchè.....l'importante è esser buoni, ad ogni costo.
Uno Skarrafone è per sempre.

Cordialmente il vostro Pessimo Davide Bidin

Sul Crocefisso (Ovvero sulla guerra Culturale) - di Davide Bidin

Tolto il fatto che sono un obeso nullafacente obbrobrioso e cagacazzi,senza dimenticare emo e spesso incredibilmente odioso, ascoltatemi comeascoltereste un muto per cortesia o per odio represso, definitemi comepiù vi degrada ma leggete le mie parole con gli occhi anche se scrivoin braille.
Qualunque sia la vostra scelta, se leggere o meno grazie a tutti e andate comunque affanculo.
Spesso in questi giorni dell'anno 2009 si parla della giustizia o menoriguardo il tenere il crocifisso nelle scuole pubbliche italiane.
Questa sequela di chiacchere riguardanti un particolare, il crocifisso,derivano principalmente dal periodo successivo all'11 dicembre eall'inizio dell'odio e del livore verso il mondo musulmano, pertantouno scontro di civiltà che nel tempo ha portato a interrogarsi su moltiparticolari della nostra società e dei nostri costumi.
Il crocifisso è solo uno dei tanti "casi" in cui si combatte a suon diconcetti, più o meno ispirati, per sopraffare l'altro attraverso l'armadell'origine e della predominanza.
La domanda in se è gia fallacea e indubbiamente retorica.
La pongo in maniera completa: "è giusto lasciare nelle scuole pubblicheil crocifisso o dovremmo aggiungere anche simboli di altre religioni?(islam ad esempio)"
Non c'è questione che tenga, essendo uno stato laico, pertanto esenteda religioni di stato e ghettizzazioni sociali di tipo religioso, nonandrebbe messo alcun simbolo religioso nelle scuole pubbliche poichèesse rappresentantano una parte dello stato stesso.
E dopo il crocifisso andrebbe estirpata anche la religione cattolica, essendo per l'appunto, cattolica e non Italiana.
La conoscenza e le regole di vita che devono essere insegnate aibambini dovrebbero essere esenti da qualsiasi credo e dogma religioso.
Anche se le leggi delle religioni sono un ottimo codice morale per lepersone irrazionali per l'approccio alla società e al vivere civile,possono essere insegnati nelle scuole gli stessi concetti in un'otticacompletamente avulsa dalle religioni.
Cristianesimo, Islam, Ebraismo, Indù, Mormonesimo, Calvinismo,Protestantesimo, Taoismo e chi più ne ha più ne aggiunga sono tuttiottime confessione che insegnano come vivere nella società e come farprosperare la stessa.
Il problema è che l'obbligo di dover concedere certezze agli irrazionali a volte porta gli stessi a cadere nel fanatismo.
Maggiore è in una religione il sopruso che esso comporta agli accoliti,maggiore è la possibilità di intolleranza e fanatismo religioso.
Se per esempio si vieta alle donne l'entrata nella vita pubblica ci sono alte possibilità di schizofrenia latente nelle stesse.
Più è negativo il concetto che la religione ha sul sesso maggiore èl'attrattiva inconscia che esso ha sull'uomo, ma che essendo peccato,lo corrompe sia razionalmente per moralità sia irrazionalmente perbisogno.
Non esistono religioni migliori di altre, tutte portano a problemi datoche il sacro non accetta mai critica quindi la perfezione è data dallasua forza di fede.
Mentre l'insegnamento dello stato può essere discusso poichè non ha nulla di sacro.
Lì dove tutto è profano non vi è cosa inbestemmiabile ne tanto meno superiore.
L'insegnamento può quindi essere modificato velocemente dal ragionamento e non è costretto alla immobilità della fede.
Un bambino forse non può capire questi ragionamenti ma se non siapplicano fin dalla più tenera età, essi difficilmente sarannosuccessivamente assorbiti nel modo di pensare dell'adulto.
Mentre le religioni devono essere insegnate dalle stesse: chi vuole imparare il cristianesimo vada a catechismo.
Altro grande concetto è quello che molti indicano con la tristementebanale osservazione: "se noi andassimo nei loro paesi non potremmoprofessare la nostra religione".
Anche se triste nel farlo preferisco dissipare anche questo punto.
Il fatto che nel nostro paese possa esserci la libertà di parola e diidea non è una recriminazione nei nostri confronti o un peso, è anziuna grande conquista che ci siamo guadagnati in millenni di martiri.
Se negli altri paesi non ci sono le liberta che ci sono qui altro non èche un motivo di vanto per noi e per la nostra libertà, ben più elevatadella loro.
Sapere che esistono persone che ancora combattono per avere un mondopiù libero e profano e meno sacro e inamovibile, mi permette di andareavanti ancora più convinto delle mie parole e delle
mie convinzioni.
Non siamo noi che dobbiamo chiuderci come loro, sono loro che possono diventare come noi.
Con tutto ciò che c'è di deprecabile nel mondo, il nostro tipo disocietà è il migliore finora possibile poichè permette a tutti di viverla propria vita senza obblighi morali o dogmatici semplicementecercando la nostra felicità.
Altra grande smentita è quella che va fatta riguardo l'idea dipermissivismo che la religione Cattolica ha rispetto quella Islamica.
È ridicolo anche solo pensare una tale obiezione ma voglio comunque prenderne atto e cercare di ragionarci su.
Prima fra tutte le idee che affiorano è quella del perchè oggi comeoggi il Cattolicesimo è rispetto all'islam più "permissivo", laspiegazione è lampante come il lume.
La nostra libertà è stata conquistata e non donata, personaggi che sonomorti per la possibilità di parlare e dire ciò che è diverso, di andarecontro ciò che è affermato per decretare che le certezze non esistono.
La chiesa cattolica come l'islam è un cappio, un giogo che fissa il sentiero degli uomini senza permettere modifiche.
Alcune somiglianze più ovvie sono ad esempio la bassa stima per ledonne che entrambe le religioni possiedono non a livello dogmatico maper motivi fallocentrici.
Come tutte le religioni monoteiste, quella islamica e quella cattolicaprevedono un dio(di genere più o meno smaccatamente maschile) checombatte contro un'entita maligna a lui inferiore o comunque a unconcetto di malvagità(quasi sempre riconducibili a sfere promiscue efisiche).
Da questa idea morale belligerante nascono le religioni più forti della terra.
Proprio per questo apprezzamento dell'agonismo aiutato da undeprezzamento della sfera sessuale e concettuale si ha un maggioreattaccamento alla religione stessa.
In pratica chi predica una religione monoteista non sta dicendonient'altro più che: "Il mio Dio c'è l'ha più lungo di quello deglialtri"
Lo stesso fatto che nella frase di prima non vi siate chiesti cosa fosse più lungo avvalora la mia tesi.
Non ci sono quindi differenze sostanziali se non quale sia il profeta, se Gesù o Maometto.
Vivete una vita da folli, interessatevi del tutto e fregatevene del niente.
Non vivete come i buffoni che sanno ogni cosa ma non imparan nulla.

Davide Bidin